Lettera ai soci

Il design è una risorsa strategica e trasversale che può connettere la produzione, la formazione, il commercio, il turismo valorizzandone le eccellenze.

Premessa

Caro socio,
il mio mandato da Presidente volge a conclusione; sono stati tre anni intensi quanto impegnativi. Un’esperienza di cui andrò fiero e di cui ringrazio tutti i soci ADI. Non ho lesinato il mio tempo e in questo percorso ho avuto la fortuna di potermi accompagnare a tanti amici, che ringrazio per la fiducia e l’impegno profuso.
Non sono certo mancate difficoltà, ma non sono mancati anche allegria ed entusiasmo, che hanno controbilanciato.
Non sta a me valutare l’operato di questi anni, ma credo possa aiutare i soci in questo esercizio, la ricostruzione sintetica di quanto esposto nel programma elettorale rispetto ai risultati ottenuti, non una elencazione di cose fatte, ma degli obbiettivi raggiunti ad oggi.

1. ADI rappresentativa del sistema di valori design

La definizione di un progetto culturale per ADI, da cui declinare organizzazione e scelte economiche è stata la priorità che ci ha orientato.

A) Design Memorandum
Documento che è stato utilizzato sempre come mappa di orientamento.

B) Convegni internazionali
Una presenza che cresce costantemente e che ha visto numerosi soci protagonisti.

C) Accordo con il CIDA
La complessa vicenda relativa alla nostra presenza in Cina si è finalmente risolta con un accordo con l’associazione nostra omologa CIDA (China Industrial Design Association), che prevede uno sviluppo del ruolo associativo e dei nostri soci nel panorama cinese.

D) Accordo ADI / Ordine degli Architetti di Napoli
Napoli, capitale della dieta mediterranea, attraverso un programma che parte da un accordo tra ADI e l’Ordine degli Architetti locale, ma che sta diventando esempio per numerosi altri Ordini provinciali al fine di rappresentare la realtà nazionale.

E) Accordo Ministero della Difesa / ADI
L’associazione è interlocutore privilegiato per accompagnare con idee e progetti la transizione delle aziende produttrici di beni per la Difesa verso nuove attività. Un programma di design strategico e territoriale di interesse nazionale.

F) Convegno, Pensiero e azione a Milano, Palazzo Mezzanotte, Borsa Italiana
Un primo e concreto passo nel dialogo/confronto con il sistema finanziario. Gli atti del convegno, che ha visto anche una sezione sul tema del diritto di autore a cura del Giurì del Design, saranno presto editati.

2. Autonomia economica come base per l’autonomia culturale

Quasi una ovvietà, che però è costata una quantità di tempo ed energie enorme, soprattutto per superare consuetudini e generare risorse economiche per garantire stabilità.

A) Risanamento del bilancio associativo su basi di trasparenza e confronto con le tre componenti associative (ADI/ADIper/FADI)
Fondamentale il passaggio da bilancio per cassa a quello per competenze e la presentazione ai soci di un bilancio “consolidato”.

B) Saldo dello storico debito FADI e trasferimento del marchio Compasso d’Oro in ADI a garanzia del ruolo e dell’azione associativa
Passaggio chiave che ha permesso di ricapitalizzare l’associazione e costruire le basi indispensabili per un rilancio della Fondazione.

C) Contributi esterni legati esclusivamente a servizi offerti
Un lavoro impegnativo che ci ha permesso di interloquire con istituzioni ed enti come partner e non come subalterni.

3. Valore generato da prodotti e servizi autonomi

A una indispensabile politica di contenimento delle spese, si è abbinato un programma per generare valore economico attraverso il valore culturale delle nostre iniziative.

A) Compasso d’Oro biennale
Un premio che è tornato ad essere calato nella contemporaneità con la cadenza biennale e con il programma di visibilità attuato.

B) Compasso d’Oro Internazionale
La nuova dimensione del nostro premio storico, pensato come approfondimento tematico, sinergico al premio tradizionale che ha invece come obbiettivo l’allargamento delle aree di interesse del design.

C) Mostre ed eventi Index
Le due mostre a Milano e Roma, affiancate all’annuario, hanno trasformato Index da prodotto esclusivamente editoriale a strumento di comunicazione.

D) Progetti specifici ad alto valore aggiunto
Un programma che ha visto numerose delegazioni territoriali protagoniste di iniziative che hanno saputo suscitare l’interesse di istituzioni locali e nazionali ma soprattutto di imprese che hanno capito il valore del design.

4. Nuova organizzazione

Fermo restando il numero dell’organico, per fare fronte ai nuovi e numerosi impegni si è riorganizzato il modo di lavorare, valorizzando le competenze interne all’associazione.

A) Organizzazione per processi
Sono stati individuati i processi di lavoro tipici, attribuendo il ruolo di owner alle figure già presenti nell’organizzazione e demandando la figura di project leader ad altre figure associative. Questo ha permesso di moltiplicare le iniziative mantenendone un controllo sostanziale della qualità e dei risultati.

B) Bilancio per competenza
Strumento indispensabile oltre che imposto dalla necessità di certificazione dei bilanci.

C) Razionalizzazione dei consulenti fissi
Commercialista, revisore dei conti e avvocato sono oggi gli stessi per tutte le compagini associative, con un’evidente efficienza di azione e razionalizzazione economica.

D) Incarichi a soci su concorsi interni
Ritenendo centrale la valorizzazione delle competenze associative, si è attivata la procedura dei concorsi aperti ai soci.

E) Appalti forniture con gare
Almeno tre preventivi a confronto per le gare di appalto hanno prodotto una significativa razionalizzazione dei costi e un continuo confronto di qualità.

5. Rappresentare idee e interessi dei soci

Un passaggio chiave per interpretare l’associazione come un sistema capace di centralizzare il valore dei soci e rendere protagonista ADI come piattaforma.

A) Concorsi interni
B) Promozione soci nel mondo
C) Progetti dedicati per regione, ecc.

6. Fare networking con enti e istituzioni

Un lavoro di tessitura continua di relazioni per essere parte attiva del Made in Italy, valorizzando i valori ADI e i criteri distintivi del design italiano. Attività che si è concretizzata in accordi quadro, partecipazioni a progetti congiunti nazionali e internazionali e partecipazioni a tavoli programmatici.

A) Mistero della Difesa
B) Ministero degli Esteri
C) Federlegno
D) Regione Lombardia
E) Regione Puglia
F) Regione Umbria
G) Confcommercio
H) Confindustria
I) Politecnico di Milano
L) Polidesign
M) Coordinamento dell’azione delle Fondazioni milanesi del design
O) Triennale
P) WDO/BEDA

7. Diventare connettore di saperi lontani

Interpretare il design e ADI come piattaforma e sistema, significa anche confrontarsi con discipline lontane e coglierne il valore in termini di sapere, informazioni e relazioni.

A) Presenza nelle giurie di specialisti non designer
Sia per il premio Compasso d’Oro che per quello Internazionale, nelle giurie sono stati invitati esperti autorevoli di discipline lontane dal design, che hanno dato un punto di vista originale e certamente arricchente nel giudizio sui prodotti.

B) Design Memorandum 2: divulgazione
Il confronto sulla mappa dei valori ADI ha coinvolto personalità tra loro distanti e non omologhe

8. Internazionalizzazione del modello ADI

Nel mondo globalizzato è indispensabile il confronto allargato, nonostante i limiti economici e organizzativi di ADI, in questi tre anni si sono avviate importanti azioni.

A) Compasso d’Oro Internazionale
Nonostante la concorrenza e in alcuni casi l’ostruzionismo di concorsi internazionali già consolidati, il nostro premio internazionale prosegue il suo percorso con un profilo di carattere istituzionale distintivo. La formula tematica non entra in conflitto con la versione generalista e ci permette di allargare i campi interessati al design.

B) accordo CIDA e sviluppo con Federlegno
La Cina è in grande trasformazione, ADI può contribuire a evitare errori già fatti nel passato dall’Occidente.
Un accordo con CIDA ha garantito la promozione del nostro premio internazionale in Cina, con una cerimonia di premiazione nella città di Hangzhou completato da una mostra sul Compasso d’Oro.
Federlegno, già impegnata sull’edizione cinese del salone del mobile, sta dialogando per sviluppare un progetto congiunto ADI/Federlegno/CIDA a Shanghai. CIDA infine si è impegnata a sviluppare una formula di collaborazione con i designer ADI e imprese cinesi.

C) progetto Design For Enterprise Europa
In partnership con il Politecnico di Milano e D’Appolonia ADI sta sviluppando un piano triennale di incontri in Europa per la diffusione della cultura del design finanziato dalla Comunità Europea.

D) MOU operativi in Cina, Taiwan, Giappone, Corea del Sud

9. La nuova sede ADI e il museo del Compasso d’Oro

Durante Expo 2015 ADI ha organizzato e gestito per sei mesi uno spazio provvisorio di circa 1000 metri quadrati, messo in sicurezza grazie al contributo di numerosi sponsor. In questo periodo si è sviluppato il programma ADI per Expo con oltre 50 eventi legati al Food Design oltre che la mostra Index. Quest’attività ha rappresentato un importante prototipo in vista della nuova sede. L’esperienza ci ha evidenziato l’opportunità di intervenire a sede completata in maniera modulare, limitando così l’impatto organizzativo, gestionale ed economico per ADI. I lavori di ristrutturazione saranno finalmente assegnati dall’immobiliare titolare del piano di sviluppo, a giugno 2017 con gara europea già pubblicata. Da quel momento ADI potrà attivare il programma di sviluppo che deve vedere l’associazione protagonista.

10. Il riconoscimento professionale

ADI non è un sindacato di categoria, ma lavora affinché i designer e quelli ADI in particolare, possano finalmente operare nell’ambito di un riconoscimento ad oggi negato. ADI, operando in accordo con AIAP, ha aderito recentemente alla nascente Confederazione dei Professionisti all’interno di CONFCOMMERCIO.
I soci designer ADI avranno quindi una tutela sindacale con alcuni vantaggi che in parte sono già operativi, tra i quali un’assicurazione specifica rispetto alle attività svolte (allo studio).
Confcommercio ha già presentato un disegno di legge (già approvato da Camera e Senato) sulla possibilità di partecipazione a gare pubbliche e sull’equiparazione dei contributi previdenziali alle casse ordinistiche.

In parallelo si è avviato un tavolo con il Consiglio Nazionale degli Architetti per proporre un’equiparazione del piano di laurea quinquennale tra design e architetto e quindi garantire l’iscrizione dei designer all’Ordine professionale per quanti hanno il titolo di laurea magistrale.

È stato un periodo intenso, impegnativo ma straordinario di lavoro davvero collegiale, voglio ringraziare nuovamente tutti i soci per la fiducia che mi hanno dato tre anni fa, ringraziare il Comitato Esecutivo, il Consiglio Direttivo, i Dipartimenti, le Delegazioni Territoriali, la Fondazione ADI, i tanti amici che si sono impegnati in questo percorso e infine un grazie particolare alla struttura ADI per la professionalità, la generosità, la pazienza e l’amicizia dimostratami.